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Descriverli a parole
Troppo spesso si parla dei vini privilegiando
soprattutto gli aspetti tecnico-produttivi: i metodi di produzione, le percentuali
dei vitigni che costituiscono gli "assemblage, le tecniche e i tempi di
elaborazione.
Gli Champagne non sono sfuggiti a questo trabocchetto, per cui si sente spesso
parlare di questi vini unici, rari ed irripetibili con un linguaggio troppo
limitato ed inadeguato a descriverne la diversità, le caratteristiche,
le sensazioni e i piaceri che stimolano in noi quando li assaporiamo.
Al contrario, i vignaioli della Champagne, amano parlare proprio della diversità
dei loro Champagne, descrivono le sfumature che caratterizzano i diversi vini,
sanno spiegare quali Champagne rispondono meglio ai loro gusti, all’umore
del momento, a questa o a quella circostanza, a questo o a quel piatto.
Gli Champagne sono dei vini che hanno la capacità di accompagnarci in
tutte le tappe della nostra vita e di condividere tutte le nostre emozioni,
tanto fisiche che affettive, intellettuali e perfino spirituali: come le persone
anche gli Champagne possono essere strutturati secondo quattro dimensioni fondamentali:
il corpo, il cuore, lo spirito e l’anima.
Il corpo
Gli Champagne sono anzittutto frutti della terra, delle vigne, delle zone da
cui provengono, delle diverse vendemie; da sempre i vignaioli della Champagne
e tutti coloro che li conoscono e li amano, li associano alle feste più
intime, alle cerimonie nuziali, ai banchetti ufficiali, alle cene raffinate,
alle feste della tradizione4, dove il suono dei tappi sottolinea la felicità
dei convitati.
Tra gli Champagne, alcuni valorizzano più di altri questa dimensione
fisica e corporale: sono Champagne ricchi di aromi e di corpo, dal gusto ampio
e persistente, possenti, complessi, vinosi, quelli che meglio evidenziano la
loro zona di provenienza.
Il cuore
Ci sono invece Champagne teneri, romantici, addirittura appassionati; nelle
odi composte dai poeti del Seicento, nelle liriche, nelle canzoni e nei manifesti
della Belle Époque, gli Champagne sono celebrati come i vini dell’amore.
Erano i vini delle feste galanti nel periodo della Reggenza, delle cene amorose
all’epoca della romantica Bohème.
Alcuni Champagne hanno più "cuore" di altri, sprigionano degli
aromi di frutta candita e cotta, sono ramati, iridescenti, oro antico, talvolta
rosati. Maturi, hanno un gusto generoso, intenso, sfumato, grande struttura.
Lo spirito
Tra gli Champagne ci sono anche vini leggeri, che favoriscono l’ispirazione:
Voltaire, Musset, Lord Byron, Jean Cocteau, Sarah Bernard, Manet, Salvador Dalì,
Magritte, Gustavo Doré, Hemingway, Gabriele D’Annunzio, Gershwin
e molti altri grandi artisti hanno onorato lo Champagne con il loro talento
e ricercato in lui una fonte di ispirazione.
La freschezza, l’impertinenza di certi Champagne fanno sì che essi
abbiano più spirito di altri: sono Champagne vivaci, brillanti, piacevolmente
aspri, intelligenti; i loro aromi sono freschi, i loro colori sfumano nell’oro
pallido, il loro perlage è leggero e vivo.
L’anima
Gli Champagne, infine, sono anche sacrali e maestosi; nati grazie al genio dei
Benedettini, nel segreto di un’abbazia, sono stati scelti dagli uomini
per celebrare i momenti più importanti della loro esistenza: le consacrazioni
e i matrimoni principeschi, le tavole della corte dello Zar Pietro il Grande
e di Filippo V, re di Spagna, i brindisi di Bismark (il cui patriottismo si
arrestava di fronte allo Champagne) e quelli di Churchill ma perfino la presa
della Bastiglia.
Alcuni Champagne hanno, più di altri, una parte maggiore di anima che
conferisce loro la capacità di entrare nell’eternità; i
loro bouquet sono estremamente complessi, le loro bollicine celestiali, la loro
intensità ci affascina. Sono vini perfetti e incomparabili.
A questo punto non resta che tracciare un quadro di riferimento degli Champagne,
che comprenda questi quattro poli: il corpo, il cuore, lo spirito e l’anima.
La sequenza dei poli, che si trovano ai quattro angoli del quadro, segue un
percorso naturale che si sviluppa dal materiale all’immateriale: parte
dal corpo per andare verso il cuore, poi allo spirito ed infine giungere all’anima,
similmente all’evoluzione che compie ogni individuo nel corso delle grandi
tappe della sua vita: infanzia, giovinezza, maturità, saggezza.
Ciascuno Champagne, in funzione delle sue qualità e caratteristiche,
può essere posizionato rispetto al polo che gli è più congeniale,
o, ancor più precisamente, nelle zone intermedie, che comprendono le
qualità caratteristiche dei diversi poli, cioè le emozioni.
• la sensualità, è l’emozione
più caratteristica del polo del "corpo"
• la passione, è l’emozione che unisce il corpo e il cuore
• la tenerezza, è l’emozione più caratteristica del
polo del "cuore"
• l’entusiasmo, è l’emozione che unisce il cuore e
lo spirito
• lo charme, congiunge lo spirito e il corpo
• il romanticismo, somma in sé lo spirito, il cuore e l’anima
• l’intesa, unisce il corpo e l’anima
• il misticismo, è l’emozione più caratteristica del
polo dell’anima.
I vini possono avere posizionamenti con varie sfumature: uno Champagne può
avere una forza e una vinosità tali da situarlo principalmente nel registro
della sensualità, dunque nel "corpo", ma terminare allo stesso
tempo con degli aromi di frutta cotta, equilibrati e armoniosi, che evocano
piuttosto la tenerezza o l’intesa, vale a dire il polo del "cuore".
Inoltre uno Champagne può modificare il suo posizionamento nel corso
della sua evoluzione: ecco perché alcuni vini d’anima danno origine
a vini che si identificano poi con il polo del corpo, del cuore o dello spirito.
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